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L’amore e la responsabilità: Adi, ogni giorno accanto all’Ambiente

Oggi si festeggia la Giornata Mondiale dell’Ambiente, proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. A testimoniare e a raccontare le emozioni, i sacrifici e la responsabilità di chi, quotidianamente, lavora e si impegna alla salvaguardia dell’ecosistema, come Adi Apicoltura, è il responsabile Marketing e Comunicazione dell’azienda, Andrea Iacovanelli.

Iniziamo dalla quotidianità: cosa vuol dire, per voi, lavorare ogni giorno a contatto con l’ambiente?

«Nutriamo un profondo rispetto per le api, per la natura e per la comunità in cui operiamo. Lavoriamo mettendo al primo posto il benessere dei nostri alveari, preservando l’equilibrio ecologico e promuovendo la biodiversità. Il rispetto ambientale è importante perché contribuisce a preservare la bellezza e la diversità della natura, fonti d’ispirazione, la cultura e il benessere per l’umanità.
Pertanto adottiamo sempre misure che possano avere effetti positivi per l’ambiente e, ovviamente, per la salute umana. Dunque, ogni passo lungo il nostro percorso è un gesto di amore e premura verso la Terra

adi apicoltura
Quali sono i sacrifici insiti nella vostra attività lavorativa?

Dietro un singolo vasetto di miele c’è veramente moltissimo lavoro e sacrificio, oltre che incognite e rischi. Oggi lottiamo con variabili che non riusciamo a controllare e quindi è difficile fare programmi. In particolare, il clima ha perso le sue funzioni: le stagioni non sono più definite e l’apicoltura ne sta risentendo molto. In aggiunta, purtroppo, in molti casi c’è l’abuso, da parte del sistema agricolo, di sostanze chimiche (i famosi necotinoidi). Ed in più, avviene anche l’ibridazione delle sementi. Questo comporta la totale assenza di nettare e polline e quindi mancanza di fiori nettariferi su cui l’ape può andare a prendere risorse.

Inoltre, con il biologico anche la pratica dell’apicoltura è diventata più difficile. Non si può andare semplicemente dove ci sono i fiori, ma bisogna studiare effettivamente l’ambiente: bisogna prima verificare se l’ambiente è pulito, quindi portare le nostre api alla ricerca di botaniche lontane da qualsiasi fonte di inquinamento, da agglomerati industriali, da strade di grande comunicazione. A volte la fioritura si trova anche a 500 km da casa, per cui viaggiamo tutta la notte e prima che il sole scaldi le posizioniamo in campagna in modo che possano volare libere. Pertanto essere (e non fare) un apicoltore non è facile. Una vita che vuol dire soprattutto assecondare il ritmo della natura e grande spirito di abnegazione tra sveglie prima dell’alba, ore sotto al sole, meno tempo libero e vacanze».

E le soddisfazioni, invece, che il contatto con la Terra vi dà?

«Il vantaggio sta nella qualità dei prodotti, aspetto assolutamente da non sottovalutare. L’apicoltura biologica permette di ottenere il miele 100% naturale, senza l’utilizzo di prodotti chimici e, dunque, che fa bene all’uomo e rispetta le api. Inoltre, la garanzia di qualità viene certificata, e questo permette di differenziarsi dai molti competitor presenti sul mercato. Ciò che però premia tutti gli apicoltori, al di là del lato economico, è la certezza di aver contribuito a salvaguardare una componente fondamentale per la vita sulla Terra.

Dunque, un mestiere di fondamentale importanza per la sopravvivenza delle api, per la produzione di miele di alta qualità e per l’equilibrio degli ecosistemi. Quali sono le emozioni che provate quando il vostro lavoro con le api vi dà i suoi frutti?

Le emozioni sono tante. Forse quella più grande è vedere le famiglie d’api crescere in primavera e riempire in pochi giorni i melari di miele. Ogni anno la meraviglia si ripete ed è come se fosse la prima volta. Quella potenza ed energia che sprigiona un alveare in crescita è davvero contagiosa. Dopo anni passati a studiare e osservare le api, oggi quella democrazia mi appassiona ancor più di prima. Nell’alveare ogni mansione è suddivisa ed organizzata, dalla difesa fino alla termoregolazione, e ogni ruolo è perfettamente definito

miele d'abruzzo

Secondo molti esperti, le api sono tra gli insetti a rischio estinzione. Cosa vuol dire prendersi cura delle api e come lo fate ogni giorno?

Lottiamo per la loro sopravvivenza, curandole ogni giorno. Ci occupiamo soprattutto di regolare i comportamenti delle api, trasportando i nostri 2.000 alveari nei luoghi dove possono trovare fiori nettariferi per vivere. Il nomadismo è una pratica indispensabile per la produzione moderna e avviene nelle ore notturne, quando tutte le api sono rientrate nell’alveare.
Inoltre verifichiamo che tutto proceda secondo il suo corso naturale e interveniamo per ripristinarlo se necessario: in particolare, si prendono provvedimenti quando malattie, parassiti o altri nemici naturali delle api le minacciano. Tutto senza l’utilizzo di prodotti nocivi per le api, promuovendo un controllo naturale dei parassiti. Questo contribuisce a sua volta alla conservazione dell’ambiente e alla salute delle api.

Quali sono le misure che adottate, per rispettare e salvaguardare l’ambiente?

Da ormai molti anni, la promessa che abbiamo sancito con la Natura è quella di coltivare un futuro sostenibile, un futuro in cui l’armonia tra gli uomini e il nostro pianeta sia al centro di ogni azione.  Investiamo in progetti di ricerca e sviluppo focalizzati sulla sostenibilità ambientale e sociale. Pratichiamo un’apicoltura biologica eco-sostenibile: l’uso di energia proveniente da fonti rinnovabili alimenta le nostre operazioni quotidiane e, per compensare il consumo di carta, piantiamo alberi grazie alla certificazione Print Releaf. Una testimonianza tangibile del nostro rispetto per l’ambiente che ci circonda».

ADI Apicoltura

ADI è l’acronimo di Apicoltura Dario Iacovanelli, riconosciuto nel 2012 come “pioniere dell’apicoltura abruzzese”, cosa vuol dire per voi avere questo riconoscimento? Che gioie vi dà e che responsabilità sentite?

Questo riconoscimento è una pietra miliare della nostra storia. Siamo giunti ormai alla quinta generazione e la tradizione rappresenta l’eredità preziosa che ci guida nel mantenere elevati standard di qualità e conoscenze tramandate di generazione in generazione. Siamo consapevoli della nostra responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle persone.

Da sempre conduciamo la nostra attività in modo etico, adottando pratiche di produzione sostenibili e sensibilizzando la comunità che ci segue. Valori che ci guidano nel nostro percorso verso l’eccellenza, radici ben salde che tengono stretto il passato per potersi proiettare nel futuro».

Voi di Adi siete in prima fila per la salvaguardia dell’Ecosistema. Dalla vostra esperienza, com’è cambiata la Natura nel corso del tempo? Quali sono le criticità maggiori che avete riscontrato, a causa dell’inquinamento ambientale?

La crisi climatica ormai è un dato di fatto. Le misurazioni strumentali, la frequenza e la violenza di eventi climatici che stiamo osservando, i cambiamenti nei comportamenti, nelle abitudini migratorie e riproduttive di molte specie animali e vegetali lasciano poco spazio a interpretazioni. I cambiamenti climatici rappresentano una minaccia molto grave e le loro conseguenze si ripercuotono su molti aspetti diversi della nostra vita.
L’aumento delle temperature nel tempo sta modificando i modelli meteorologici e sconvolgendo il normale equilibrio della natura, comportando una perdita di biodiversità. Infatti ci sono mieli che difficilmente si riescono a produrre, mieli che abbiamo definito rari. Meno fiori significa inevitabilmente meno api. Serve un cambiamento culturale forte, un vero e proprio mutamento di paradigma per tradurre in realtà ciò su cui tutti ormai sono d’accordo.

Se ti dico “futuro”, a cosa pensi? Che visione hai del mondo che sarà?

«Quando penso al futuro penso al benessere del Pianeta. Perché l’uomo stia bene, deve stare bene tutto il resto del Pianeta. Con oltre 25 anni di apicoltura biologica, abbiamo fatto una dichiarazione di impegno per uno sviluppo sostenibile. In questo modo continuiamo ad impegnarci quotidianamente per contribuire alla necessaria inversione di rotta a salvaguardia delle generazioni future verso un nuovo modello più equo di vivere, nel rispetto fondamentale e imprescindibile dei limiti fisici e biologici della Terra.

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