Non solo miele: scopri le caratteristiche di tutti i prodotti dell'alveare!

I prodotti dell’Alveare – Parte prima

Quanti sono i prodotti dell’alveare?

Il miele è il più conosciuto e il più goloso, ma le api producono tanti altri beni: propoli, pappa reale, polline e non solo.
Scopri con noi come vengono prodotti e a cosa servono!
In questa prima parte tratteremo quelli di origine vegetale.

 

Molto prima della scoperta dell’agricoltura, l’uomo ha sfruttato le risorse che trovava in natura: cacciando animali, selezionando frutti e bacche commestibili e raccogliendo miele.
Quest’ultimo è sempre stato un ingrediente molto pregiato e ricercato: per la sua rarità, per la difficoltà e pericolosità di raccolta, per la sua bontà e per l’elevato potere calorico.

Il miele infatti è costituito principalmente da zuccheri semplici (fruttosio e glucosio), facilmente assimilabili dall’uomo che li usa come fonte energetica molto efficace.
Oltre ai carboidrati però il miele contiene tutta un’altra serie di sostanze benefiche per il nostro organismo (sali minerali, vitamine, oligoelementi, enzimi e sostanze aromatiche), che dovrebbero farcelo prediligere rispetto ad altre fonti di zucchero: gli zuccheri di canna e di barbabietola, ad esempio sono zuccheri di origine vegetale ma raffinati per ottenere saccarosio, che ha un potere dolcificante inferiore rispetto al miele, una minore digeribilità e il 22% di calorie in più.

Il miele è il frutto del lavoro delle api che raccolgono il nettare dei fiori, lo elaborano con enzimi per scindere gli zuccheri complessi e lo stoccano nei favi per maturarlo con un processo di evaporazione dell’acqua e concentrazione degli zuccheri, che lo rende conservabile più a lungo.
Il miele ha molte proprietà e per queste è usato non solo a livello nutrizionale ma anche curativo e cosmetico.

Abbiamo fatto un rapido accenno al miele perché è il prodotto più amato e conosciuto, ora proseguiamo con gli altri.

Sempre di origine vegetale sono polline e propoli, due sostanze che le api raccolgono in natura da varie essenze vegetali.

Il polline è un elemento vivo delle piante e racchiude in sé tutte le sostanze necessarie allo sviluppo di un organismo. È un’ottima fonte di proteine, con una percentuale che varia dal 15-30% e racchiude molti amminoacidi liberi, per questo motivo è indicato nelle diete vegetariane.
Le api operaie lo raccolgono dai fiori nella forma di minuscoli granuli, la maggior parte viene mescolato con enzimi e appallottolato in palline sulle zampe posteriori delle bottinatrici, la parte che sfugge è fondamentale e contribuisce all’impollinazione delle specie vegetali, aumentando la fertilità e donando frutti più sani e gustosi. All’interno dell’alveare è stoccato in celle apposite dopo essere stato mescolato con poco nettare, servirà come alimento per fuchi e api operaie.
Non contiene solo proteine ma anche molti sali minerali, vitamine del gruppo B, polifenoli, antiossidanti e la rutina che aumenta la resistenza delle pareti capillari.
A differenza di quanto si pensi erroneamente, non ha nessun tipo di relazione con le allergie alle vie respiratorie (allergie primaverili “da fieno”), può essere quindi consumato da tutti i soggetti come un qualsiasi altro alimento.
Sin dall’antichità si conoscevano le sue proprietà nutrizionali e medicamentose: Ippocrate, Plinio il Vecchio e Pitagora lo consigliavano come rimedio e molte civiltà antiche lo usavano come ricostituente e medicinale.

Anche la propoli fa parte dei prodotti di origine vegetale che subiscono una lavorazione da parte delle api, che la addizionano di enzimi per il loro utilizzo.
A differenza del miele e del polline però non è una fonte nutrizionale: è usato come collante, isolante e disinfettante.
La propoli è un insieme di sostanze resinose, gommose e balsamiche raccolte sulle gemme e la corteccia di alcune specie vegetali (pioppo, betulla, abete rosso, pino, quercia, ippocastano).
È un sistema di difesa delle piante da agenti patogeni come parassiti, funghi e insetti.
Le api hanno imparato a raccoglierla con fatica ed utilizzarla a loro vantaggio.
Le pareti e gli spifferi all’interno dell’alveare sono tamponati con la propoli per mantenere la temperatura costante, l’ingresso
dell’arnia e il fondo delle cellette di covata sono rivestiti di questa sostanza dall’alto potere igienizzante; un’altra particolare pratica delle api, che sembra aver ispirato i sacerdoti egizi, è l’impiego della propoli come sostanza per imbalsamare: se un animale di piccola-media taglia riesce ad introdursi all’interno dell’arnia, le api dopo averlo ucciso con il veleno lo ricoprono di
propoli per evitare infezioni batteriche.
La medicina tradizionale l’ha sempre impiegata per queste sue proprietà battericide e tutt’oggi l’estratto di propoli viene usato come integratore alimentare con forti connotazioni terapeutiche per infezioni del cavo orale e delle vie respiratorie, per ristabilire equilibrio nel sistema digerente e come antiossidante e cicatrizzante. Un altro famoso impiego di questa sostanza è in campo tecnologico, prima dell’avvento delle vernici sintetiche veniva usata per ricoprire e preservare mobili ed oggetti in legno, l’esempio più famoso è dato dai liutai cremonesi che verniciavano i loro preziosi violini con la propoli di abete rosso raccolto nelle vicinanze.

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Le api hanno in serbo ancora tante sorprese per te, continua a seguirci e scopri la seconda parte del blog!