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Melata: il miele alternativo

Sapevi che le api non raccolgono solo nettare dai fiori? Il miele di melata infatti è derivato da una sostanza zuccherina che le api bottinano su alcune essenze botaniche, attaccate da parassiti come gli afidi.

Scopriamo insieme le curiosità e le proprietà della Melata.

Il colore scuro e l’aspetto liquido fanno pensare al miele di castagno ma la melata è tutt’altro prodotto: deriva infatti dalle secrezioni zuccherine che le api bottinano da parassiti delle piante, appartenenti all’ordine dei Rincoti.

Questi insetti facenti parte delle famiglie di Psillidi, Coccidi e Afidi attaccano le foglie e gli steli di tutte le essenze vegetali, in particolar modo tiglio, quercia, abete, larice e erba medica. Sono fitofagi, si nutrono quindi di materia vegetale: succhiano la linfa delle piante, per trattenere le proteine essenziali al loro metabolismo e scartano gli zuccheri che espellono sotto forma di goccioline.

Le api essendo esperte esploratrici, riescono a localizzare le infestazioni di questi parassiti da chilometri di distanza: una volta sul posto, procedono con la raccolta delle secrezioni, per poi tornare all’alveare dove processano la melata con i propri enzimi e la stoccano nelle celle di maturazione del miele.

Il miele di melata, o di bosco come viene comunemente chiamato, è un miele liquido, viscoso e bruno; i mieli a pigmentazione scura sono ricchi di sostanze antiossidanti e minerali: la melata, infatti è un’ottima fonte di ferro e sali minerali, per questo è indicata nelle diete vegetariane e per gli sportivi. Inoltre, nella sua composizione sono presenti sostanze antinfiammatorie e calmanti per il cavo orale e le vie respiratorie. Un’altra particolarità che la distingue dagli altri mieli è quella di contenere oltre a fruttosio, glucosio e saccarosio, anche due trisaccaridi specifici: fruttomaltosio e melicitosio.

La particolarità della melata si esprime nel profilo sensoriale, molto interessante e caratteristico: il colore va dall’ambrato scuro al quasi nero, cristallizza poco e rimane liquido a lungo; al naso presenta note vegetali, affumicate, balsamiche, di legno, di resina, frutta cotta e lievito.

Ha un sapore deciso da mediamente a poco dolce, con punte di sapidità: in bocca ricorda la frutta essiccata, la melassa, il malto e i datteri.

Le varianti di sapore sono determinate dalla provenienza vegetale (abete, tiglio) oppure dal tipo di parassita che produce la melata, ad esempio la Metcalfa pruinosa.

Essendo un miele particolare può essere facilmente abbinato ai formaggi e alle preparazioni salate, può donare anche una nota di contrasto nei dolci e con la frutta secca.

Essendo il miele di melata un prodotto ottenuto a partire da un fitofago parassita delle piante, è indicato acquistarlo di origine biologica per evitare possibili contaminazioni da fitofarmaci o metalli pesanti usati nella lotta a questi parassiti. Se ti abbiamo incuriosito con questo miele alternativo, puoi assaggiarlo acquistando la nostra melata di bosco bio nell’e-shop: https://www.adiapicoltura.it/miele/miomiele/melata-di-bosco-2/

Da semplice contorno ad aperitivo sfizioso: ecco la ricetta delle patate dorate al miele!

Le patate al forno sono il più apprezzato dei contorni: croccanti e saporite accompagnano divinamente secondi piatti a base di carne e pesce.

Oggi però ti lasciamo una ricetta che da semplice contorno trasformerà le patate al forno nelle protagoniste indiscusse del tuo aperitivo!

Pronto a stupire i tuoi ospiti?

Ecco gli ingredienti di cui avrai bisogno:

  • Patate
  • Miele di Agrumi
  • Erbette aromatiche
  • olio evo
  • sale
  • pepe
  • Pecorino semistagionato

Procedimento:

Dopo averle lavate accuratamente, taglia le patate in spicchi (non privarle della buccia – mi raccomando – è un’importante fonte di fibre, ferro e vitamine!).

In una teglia da forno capiente condisci le patate con abbondante olio di oliva, sale, pepe ed erbette aromatiche (a tuo piacimento, puoi aggiungerci anche uno spicchio di aglio).

Inforna le patate per circa 30 minuti in forno preriscaldato a 200 gradi e lasciale cuocere fino a quando la superficie non risulterà dorata e la buccia croccante.

Appena sfornate, disponi le patate in un vassoio o realizza dei comodi spiedini e cospargile con qualche goccia di miele di agrumi e abbondante pecorino grattugiato.

Quest’ultimo si scioglierà lentamente grazie al calore delle patate e il suo gusto intenso si fonderà al sapore delicato e agrumato del miele rendendo quello che pensavi essere un semplice piatto di patate al forno, un aperitivo gustoso e anche genuino!

Semplice vero?

Divertiti anche tu ad inventare fantasiose variazioni dei piatti della tradizione aggiungendo il miele alle ricette e condividi con noi le foto delle tue creazioni: raccoglieremo e ripubblicheremo le migliori!

Spreco alimentare, e tu stai facendo la tua parte?

Se lo spreco alimentare fosse un paese, sarebbe il terzo con il maggior numero di emissioni di CO2 dopo Cina e Stati Uniti.
Gestire bene le risorse è fondamentale per non sprecare cibo, acqua ed energia.
Le api lo sanno bene e amministrano al meglio le loro scorte di miele e polline senza dissiparlo: vediamo insieme i mezzi che abbiamo noi, per combattere lo spreco alimentare!

Lo spreco alimentare è una questione globale che ci riguarda tutti: da Nord a Sud non ci sono Paesi esenti a questo problema etico-ambientale.
Nella parte ricca del pianeta produciamo troppo cibo che poi rimane invenduto e finisce in discarica ancora prima di essere avariato, mentre nella parte più povera ci sono problemi legati alla mancanza di infrastrutture e all’impiego di risorse per la produzione di mangimi animali e biocarburanti.
Se pensiamo che il 30% della superficie agricola mondiale è usata per produrre cibo che va buttato e al contempo un miliardo di persone soffre la
fame, ci rendiamo conto che è spaventoso e paradossale.


Per poter attuare un cambiamento il primo passo è la consapevolezza, seguita da azioni quotidiane di lotta allo spreco: noi di ADI Apicoltura, abbiamo a cuore l’ambiente e ispirati dalle api vogliamo condividere dei semplici consigli, per evitare di perpetrare lo spreco alimentare.

  1. Fare la spesa: l’organizzazione è tutto. Le api bottinatrici sanno quando è necessario uscire a raccogliere nettare e polline, hanno un quadro chiaro della loro dispensa e di quanti pasti dovranno fornire alla famiglia. Prima di andare a fare la spesa, controlla cosa hai nel frigorifero e nella dispensa, stila una lista pensando a quanti pasti verranno fatti a casa e da quante persone.
    Sprecherai meno tempo e denaro!
  2. Compra locale, di stagione e favorisci il biologico. Le api per fare la spesa, percorrono in media una distanza di tre km, ma se possono preferiscono sprecare meno energia servendosi sotto casa.
    Cerca di prediligere sempre frutta e verdura prodotta localmente che segue la stagionalità, ne gioverà la tua salute e l’ambiente.
    Dove possibile ti consigliamo di acquistare prodotti biologici: la loro produzione non utilizza pesticidi, concimi di sintesi né antibiotici; solitamente hanno anche imballaggi ridotti o biodegradabili che ridurranno l’impatto dei tuoi rifiuti domestici.
  3. First in first out. Le scorte immagazzinate dalle api non hanno una data di scadenza, ma le operaie sanno bene quale miele e polline consumare prima, vale la regola dei grandi ristoranti: quello che prima è entrato deve essere consumato per primo.
    Cerca di finire le provviste che hai prima di fare la spesa, in modo da non dimenticare qualche alimento nel frigorifero.
    Le date di scadenza sono importanti, ma non farti prendere dal panico, molte volte ai supermercati ci sono prodotti in scadenza che sono ancora buoni, se li acquisti consumandoli subito avrai evitato lo spreco e risparmiato, visto che solitamente sono in sconto!
  4. Brutti ma buoni. Molte volte ci lasciamo ingannare dall’apparenza, prediligiamo pomodori tutti uguali, tondi e di un rosso brillante, ma quando torniamo a casa e li assaggiamo in insalata non sanno di nulla!
    Ci sono tante alternative alle verdure standard che trovi al supermercato, se fai la spesa a un mercato rionale o ti servi da un contadino troverai una varietà di forme e sapori a cui non potrai più rinunciare!
    Scegliendo ortaggi veri tutti diversi, che non sembrano di plastica e non hanno calibro, potrai contribuire alla biodiversità ed evitare che dei prodotti freschi e buonissimi vengano buttati perché non conformi agli standard dell’agrobusiness.
  5. Avanti con gli avanzi! Se sbagli a calcolare le dosi o per un imprevisto salta la cena con tutta la famiglia, non ti preoccupare; gli eccessi di un pasto non sono da buttare!
    Si possono trasformare in nuovi sfiziosi piatti o possono semplicemente essere conservati e consumati al pasto successivo.
    Molte tradizioni contadine e regionali ci insegnano ricette magnifiche con gli scarti come ingredienti: la Ribollita, la Pappa al pomodoro e la Panzanella sono tutti piatti toscani fatti con pane raffermo; la Frittata di maccheroni napoletana oppure le Pallotte cacio e ova abruzzesi sono altri esempi di cucina con gli avanzi.
    Sii creativo, scopri nuovi modi per mangiare bene senza spreco!

Questi erano i nostri piccoli consigli per poter contribuire alla lotta contro lo spreco alimentare, ce ne sono molti altri.
Se hai dei suggerimenti condividili nei commenti!

Miele di Coriandolo, zucca e brie: ecco la prima ricetta dell’autunno firmata ADI!

Le temperature si abbassano e i forni si riaccendono: pronto a cimentarti nella preparazione di tante sfiziose ricette a base di miele?

Oggi è il turno di una torta salata sfiziosa, ideale per una pausa pranzo veloce o per un antipasto serale.

I protagonisti della ricetta sono la zucca mantovana e il nostro miele biologico di Coriandolo.

Procurati tutti gli ingredienti, segui le nostre indicazioni e condividi con noi le foto della tua torta di zucca e miele!

INGREDIENTI

Per la base di pasta brisè:
-100 grammi di burro
-50 grammi di acqua ghiacciata
-200 grammi di farina
-un pizzico di sale

(Anche se molto semplice da preparare, puoi sostituire alla pasta brisè anche una più comoda pasta sfoglia già pronta)

Per la farcitura:
-zucca mantovana
-erbette (timo o rosmarino)
-miele di coriandolo
-Formaggio Brie (noi abbiamo usato uno di capra)
-olio, sale e pepe!


PROCEDIMENTO:

Per prima cosa lava bene la zucca perché per questa ricetta utilizzeremo anche la scorza.
Dopo averla lavata, privala dei semi e tagliala in fette sottili, disponile poi in una teglia e cospargile di sale, olio e pepe e aggiungi qualche rametto di timo.

Inforna a forno caldo per circa 25 minuti a 200 gradi: quando sarà cotta toglila dal forno e una volta intiepidita cospargila con qualche goccia di miele di Coriandolo.

Stendi la tua pasta brisè (o sfoglia) e coprila con le fette di zucca, fiocchi di formaggio, un filo d’olio e inforna per circa 20 minuti: il tempo necessario perché la base sia ben cotta.

A cottura ultimata, aggiungi ancora un po’ di miele e poi goditi la bontà genuina di questa torta salata semplice da realizzare ma allo stesso tempo golosissima!

I prodotti dell’alveare – Parte seconda

Qualche settimana fa abbiamo introdotto i frutti dell’alveare più familiari, sei pronto a scoprire quelli più sconosciuti?
In questa seconda parte tratteremo i prodotti di origine animale: pappa reale, cera e veleno.

Le api non sono solo instancabili raccoglitrici di nettare, polline e propoli sono anche delle abili produttrici di materie prime pregiate: pappa reale, cera d’api e veleno.


La pappa reale, come suggerisce il nome è il cibo destinato alla regina. In realtà tutte le larve fino al 3 giorno di età vengono nutrite a pappa reale, per poi cambiare dieta a seconda della casta.
Si tratta di un alimento prodotto dalle ghiandole mandibolari e ipofaringee delle api nutrici (api operaie di età compresa tra i 5 e i 15 giorni).
È eccezionalmente ricco di proteine (45%), vitamine del gruppo B, lipidi, sali minerali, fattori antibiotici e della crescita. La sua raccolta è molto laboriosa e le quantità prodotto normalmente sono esigue per questo in commercio è rara e costosa.
Ha rinomate proprietà curative e nutrizionali che esercitano un’azione stimolante sull’intero organismo e si manifestano con un generale senso di vitalità e benessere, maggiori possibilità di azione intellettuale e fisica e un aumento della resistenza alla stanchezza e al freddo.
In medicina è impiegata contro problemi metabolici, ulcere, anemie, coronaropatie e squilibri della pressione arteriosa.

La cera d’api, come la pappa reale è completamente di origine animale ma, non è commestibile ed è impiegata principalmente in ambito tecnologico. È una sostanza grassa emessa delle ghiandole ceripare delle giovani api operaie (dal 10 al 18 giorno d’età), viene prodotta sotto forma di gocce che si rapprendono in scaglie e vengono espulse dalle fessure dell’addome.
È utilizzata dalle api come materiale da costruzione per il favo, per le sue proprietà idrorepellenti, plastiche e tecnologiche è stata sfruttata dall’uomo come combustibile, fonte di illuminazione, materiale impermeabile, nelle arti e nella medicina.
Ora per la disponibilità di alternative sintetiche più economiche è utilizzata principalmente in apicoltura per la produzione di fogli cerei (la base dei telaini), in cosmesi e farmaceutica (per la preparazione di ungenti, creme, pomate e cosmetici) e a scopo ornamentale.
Sono da ricordare le sue svariate proprietà: antisettiche, emollienti, emulsionanti, antinfiammatorie e cicatrizzanti.

Il veleno d’api è un prodotto che potrebbe sembrare strano, ma è fondamentale nella produzione di terapie d’immunizzazione e desensibilizzazione nei soggetti allergici.
È prodotto da due ghiandole presenti nell’addome delle api operaie (la regina ne produce pochissimo e i fuchi per nulla), è il meccanismo di difesa della colonia.
È importante ricordare che le api pungono solo in casi di estremo pericolo perché avendo un pungiglione seghettato rischiano la morte per distaccamento dell’addome: a differenza di vespe e calabroni infatti sono meno aggressive e predisposte all’attacco.
Tuttavia, non bisogna sottovalutare il pericolo in quanto la puntura oltre a rilasciare veleno libera un ormone che richiama e aizza le api della colonia alla difesa.
Il veleno d’api è oggi impiegato, oltre al trattamento di immunizzazione, anche per la cura di affezioni reumatiche, osteoarticolari e neurologiche periferiche.
Ha inoltre un’azione positiva sul sistema cardio-vascolare, sul sistema nervoso e su alcuni disturbi della pelle e degli occhi. In commercio si trovano anche prodotti cosmetici.


Conoscevi tutti i prodotti che abbiamo elencato in questi due blog?
Sul nostro e-shop trovi una vasta selezione dei nostri mieli, pappa reale e
polline; sostenendo la nostra ultima iniziativa, invece puoi aiutare una colonia di 50.000 api a produrre tutti questi fantastici prodotti!

Adotta la tua arnia

Non solo miele: scopri le caratteristiche di tutti i prodotti dell'alveare!

I prodotti dell’Alveare – Parte prima

Quanti sono i prodotti dell’alveare?

Il miele è il più conosciuto e il più goloso, ma le api producono tanti altri beni: propoli, pappa reale, polline e non solo.
Scopri con noi come vengono prodotti e a cosa servono!
In questa prima parte tratteremo quelli di origine vegetale.

 

Molto prima della scoperta dell’agricoltura, l’uomo ha sfruttato le risorse che trovava in natura: cacciando animali, selezionando frutti e bacche commestibili e raccogliendo miele.
Quest’ultimo è sempre stato un ingrediente molto pregiato e ricercato: per la sua rarità, per la difficoltà e pericolosità di raccolta, per la sua bontà e per l’elevato potere calorico.

Il miele infatti è costituito principalmente da zuccheri semplici (fruttosio e glucosio), facilmente assimilabili dall’uomo che li usa come fonte energetica molto efficace.
Oltre ai carboidrati però il miele contiene tutta un’altra serie di sostanze benefiche per il nostro organismo (sali minerali, vitamine, oligoelementi, enzimi e sostanze aromatiche), che dovrebbero farcelo prediligere rispetto ad altre fonti di zucchero: gli zuccheri di canna e di barbabietola, ad esempio sono zuccheri di origine vegetale ma raffinati per ottenere saccarosio, che ha un potere dolcificante inferiore rispetto al miele, una minore digeribilità e il 22% di calorie in più.

Il miele è il frutto del lavoro delle api che raccolgono il nettare dei fiori, lo elaborano con enzimi per scindere gli zuccheri complessi e lo stoccano nei favi per maturarlo con un processo di evaporazione dell’acqua e concentrazione degli zuccheri, che lo rende conservabile più a lungo.
Il miele ha molte proprietà e per queste è usato non solo a livello nutrizionale ma anche curativo e cosmetico.

Abbiamo fatto un rapido accenno al miele perché è il prodotto più amato e conosciuto, ora proseguiamo con gli altri.

Sempre di origine vegetale sono polline e propoli, due sostanze che le api raccolgono in natura da varie essenze vegetali.

Il polline è un elemento vivo delle piante e racchiude in sé tutte le sostanze necessarie allo sviluppo di un organismo. È un’ottima fonte di proteine, con una percentuale che varia dal 15-30% e racchiude molti amminoacidi liberi, per questo motivo è indicato nelle diete vegetariane.
Le api operaie lo raccolgono dai fiori nella forma di minuscoli granuli, la maggior parte viene mescolato con enzimi e appallottolato in palline sulle zampe posteriori delle bottinatrici, la parte che sfugge è fondamentale e contribuisce all’impollinazione delle specie vegetali, aumentando la fertilità e donando frutti più sani e gustosi. All’interno dell’alveare è stoccato in celle apposite dopo essere stato mescolato con poco nettare, servirà come alimento per fuchi e api operaie.
Non contiene solo proteine ma anche molti sali minerali, vitamine del gruppo B, polifenoli, antiossidanti e la rutina che aumenta la resistenza delle pareti capillari.
A differenza di quanto si pensi erroneamente, non ha nessun tipo di relazione con le allergie alle vie respiratorie (allergie primaverili “da fieno”), può essere quindi consumato da tutti i soggetti come un qualsiasi altro alimento.
Sin dall’antichità si conoscevano le sue proprietà nutrizionali e medicamentose: Ippocrate, Plinio il Vecchio e Pitagora lo consigliavano come rimedio e molte civiltà antiche lo usavano come ricostituente e medicinale.

Anche la propoli fa parte dei prodotti di origine vegetale che subiscono una lavorazione da parte delle api, che la addizionano di enzimi per il loro utilizzo.
A differenza del miele e del polline però non è una fonte nutrizionale: è usato come collante, isolante e disinfettante.
La propoli è un insieme di sostanze resinose, gommose e balsamiche raccolte sulle gemme e la corteccia di alcune specie vegetali (pioppo, betulla, abete rosso, pino, quercia, ippocastano).
È un sistema di difesa delle piante da agenti patogeni come parassiti, funghi e insetti.
Le api hanno imparato a raccoglierla con fatica ed utilizzarla a loro vantaggio.
Le pareti e gli spifferi all’interno dell’alveare sono tamponati con la propoli per mantenere la temperatura costante, l’ingresso
dell’arnia e il fondo delle cellette di covata sono rivestiti di questa sostanza dall’alto potere igienizzante; un’altra particolare pratica delle api, che sembra aver ispirato i sacerdoti egizi, è l’impiego della propoli come sostanza per imbalsamare: se un animale di piccola-media taglia riesce ad introdursi all’interno dell’arnia, le api dopo averlo ucciso con il veleno lo ricoprono di
propoli per evitare infezioni batteriche.
La medicina tradizionale l’ha sempre impiegata per queste sue proprietà battericide e tutt’oggi l’estratto di propoli viene usato come integratore alimentare con forti connotazioni terapeutiche per infezioni del cavo orale e delle vie respiratorie, per ristabilire equilibrio nel sistema digerente e come antiossidante e cicatrizzante. Un altro famoso impiego di questa sostanza è in campo tecnologico, prima dell’avvento delle vernici sintetiche veniva usata per ricoprire e preservare mobili ed oggetti in legno, l’esempio più famoso è dato dai liutai cremonesi che verniciavano i loro preziosi violini con la propoli di abete rosso raccolto nelle vicinanze.

Conoscevi già questi prodotti?
Sul nostro e-shop https://www.adiapicoltura.it/acquista-online/ trovi una vasta selezione dei nostri mieli millefiori, mono-flora e polline.
Le api hanno in serbo ancora tante sorprese per te, continua a seguirci e scopri la seconda parte del blog!

Salva 50.000 Api: adotta un’arnia!

La nostra nuova iniziativa “Adotta un’arnia” parla di cooperazione, di informazione e di impegno per la tutela degli ecosistemi.

Sapevi che prendendoci cura di un’arnia possiamo salvare una colonia di circa 50000 api?

Il nuovo progetto che abbiamo firmato è un ulteriore passo verso la tutela della biodiversità, dopo la scelta biologica abbiamo infatti pensato che fosse arrivato il momento di coinvolgere in un programma di azione più ampio, chi come noi crede che l’impegno, la dedizione e la cura dell’ambiente possano risollevare le sorti del nostro pianeta.

Scegli il piano di adozione che preferisci e coinvolgi nel progetto amici e parenti: tutti insieme possiamo fare la differenza per l’ecosistema e la tutela delle api!

Adotta un’arnia ti permette infatti di adottare l’intera colonia di api o una piccola parte di essa e di prendertene cura attraverso un piccolo contributo.
Posizioneremo personalmente la tua arnia e terremo monitorate le condizioni di salute della famiglia di impollinatori: ti aggiorneremo costantemente e ogni sei mesi ti daremo modo di degustare i prodotti del “tuo” alveare, della colonia di api che grazie a te sopravvive e continua a svolgere il suo ruolo cruciale per la tutela della biodiversità!

 

PERCHÈ PARTECIPARE?

Le api sono le principali responsabili dell’impollinazione delle verdure e della frutta che mangiamo ogni giorno, senza di loro il mondo sarebbe meno bello, colorato e buono.

Adottare un’arnia significa aiutare una famiglia di 50.000 api a sopravvivere alle dure condizioni climatiche di oggi, rendendosi i protagonisti attivi di un miglioramento ambientale.

Da parte nostra ti assicuriamo che, come facciamo da ormai 150 anni da apicoltori, faremo di tutto perché le api possano continuare a vivere in salute: raccoglieremo infatti dalle arnie solo il miele, il polline e la pappa reale in eccesso, assicurandoci di lasciare alla famiglia nutrimento in abbondanza per continuare a vivere in salute!

 

Consulta il nostro website e gli articoli del blog e scopri tutte le curiosità sul mondo dell’apicoltura biologica e del miele naturale! 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le caste delle Api

Sapevi che esistono 3 caste nel mondo dell’Apis mellifera?

Scoprile con noi!

 

Le api da miele (Apis mellifera) sono degli insetti sociali che vivono in colonie di numerosi individui.
La particolarità di queste famiglie copiose, che contano dalle 20.000 alle 60.000 unità a seconda delle stagioni, è che al loro interno convivono 3 differenti caste; dal punto di vista numerico queste diverse categorie sono sproporzionate.

Analizziamole da vicino partendo dalla casta più famosa: l’ape regina.

Di regina ce n’è una sola, dal nome si potrebbe pensare che è lei al comando dello sciame ma in realtà la regina ha un’unica funzione: deporre uova.

Non è in grado di procurarsi il cibo e se non fosse accudita dalle ancelle morirebbe di fame, ma è l’unica ape della colonia che per tutta la vita mangia solo pappa reale; non esce mai dall’oscurità protettiva del favo tranne per il volo nuziale, il momento in cui si accoppia con diversi maschi per rientrare al nido ed iniziare la sua lunga carriera di genitrice.
È in grado di deporre fino a 2000 uova il giorno!

In base alla dimensione delle cellette di cera, deporrà uova fecondate per produrre femmine (celle piccole) e uova non fecondate per produrre maschi (celle grandi). Emette un feromone che caratterizza l’intera colonia ed inibisce gli apparati riproduttori delle altre api femmine.
Può vivere fino a 7 anni ma quando il suo potere riproduttivo viene meno verrà sollecitata a sciamare per lasciare il posto ad una regina più giovane.

Contrapposto a uno ci sono molti, le altre femmine della colonia infatti sono numerose: le api operaie. Sono sterili e partecipano attivamente al sostentamento della colonia svolgendo una varietà di funzioni diverse in base all’età: dalla pulizia del nido all’alimentazione delle larve, dall’immagazzinamento di polline e nettare alla produzione di cera, dal mantenimento della temperatura ottimale della covata alla difesa dell’alveare dagli intrusi, per finire in tarda età con la bottinatura (la ricerca delle fonti di cibo).

Le operaie coordinano silenziosamente tutte le operazioni della colonia garantendo e vigilando sul benessere della regina.
Sono tutte sorelle (stessi genitori) o perlomeno sorellastre (stessa madre diverso padre).
In base alla stagione in cui nascono possono vivere poche settimane o fino a 6 mesi.

Ed ora veniamo alla casta che contribuisce meno alla colonia di appartenenza dal punto di vista pratico ma non da quello genetico: i fuchi ovvero le api maschio.
Non raccolgono provviste e non contribuiscono al mantenimento del nido, sarebbero da considerarsi come dei parassiti se non fosse per la stagione dell’accoppiamento: in questo periodo andranno in cerca di regine per poter trasmettere il loro patrimonio genetico a future colonie.
Sono leggermente più grandi delle api operaie ma meno della regina, si distinguono per i grossi occhi che ricoprono quasi interamente il loro capo, hanno bisogno di occhi extra per poter vedere le regine in volo!

Un’altra strabiliante curiosità?
Possono essere padri ma non ne hanno uno!
Infatti, i fuchi nascono dalle uova non fecondate della regina, ciò significa che hanno solo i geni della madre! Per la stessa ragione avranno solo figlie femmine.

Straordinario il mondo delle api, vero?

Non lasciarti sfuggire uno dei nostri mieli biologici, creati insieme alle api e nel profondo rispetto di questo animale fondamentale per il Pianeta!
Puoi andare QUI per consultare tutti i prodotti del nostro shop.

Insalata di gamberi profumati al lime e miele di Acacia: segui la ricetta e preparala per le tue cene estive con gli amici!

Fa molto caldo e hai voglia solo di cibi freschi e leggeri?

Oggi ti suggeriamo una ricetta che oltre ad essere semplice da realizzare è anche molto gustosa grazie ad un ingrediente speciale: il nostro miele di Acacia!

Prova a prepararla per un pranzo in famiglia oppure servila come sfizioso finger food per gli aperitivi tra amici: metterai d’accordo tutti i palati!

Pronto a metterti ai fornelli?

Ecco gli ingredienti per circa quattro porzioni, se invece deciderai di prepararla in piccoli contenitori da finger assicurati che ad ognuno spetti almeno una coda di gambero!

 

INGREDIENTI:

  • 12 Gamberi sgusciati 
  • 250 grammi di formaggio feta o in alternativa di primo sale 
  • Miele di Acacia Biologico 
  • 2 rametti di timo
  • pomodorini ciliegino
  • qualche costa di sedano (serviranno anche le foglie)
  • olio di oliva
  • senape
  • succo e scorza di lime
  • pangrattato

 

PROCEDIMENTO

Per prima cosa fai macerare le code di gambero in un intingolo di olio, timo e qualche goccia di succo di lime per circa un’oretta.

Nel frattempo priva le coste di sedano dei filamenti esterni e tagliale a fettine sottili, poi condiscile con un filo d’olio, una punta di senape e pepe nero e mettile da parte

In un’insalatiera molto capiente, unisci la feta e i pomodori sminuzzati e condiscili con olio e sale.

Ora torniamo alle nostre code di gambero: è il momento di impanarle in un composto di pangrattato e scorza di lime e ripassarle in padella con un filo di olio di oliva (un minuto per lato sarà sufficiente).

Adesso che tutte le componenti della ricetta sono pronte, non ti resta che impiattare la tua insalatina gourmet e condirla con una salsa a base di miele di acacia, pepe, lime e sale ben emulsionati.

Ai più golosi consigliamo anche di ultimare la preparazione con qualche goccia di miele e un’ultima grattata di scorza di lime!

 

Ti è venuta l’acquolina in bocca vero?

 

 

 

 

 

 

Hamburger e mile: ecco la ricetta del panino a modo nostro!

Succulento, sfizioso e godereccio: se pensiamo alla cena del sabato sera non può che venirci in mente un coloratissimo Hamburger.
Può essere declinato in decine di varianti, ma oggi abbiamo deciso di riadattare quella classica e arricchirla con qualche dettaglio gourmet: hai mai assaggiato un hamburger con il miele Millefiori?

Preparalo per la famiglia o per gli amici invitati alle prime cene in terrazza, li stupirai con il suo sapore deciso e allo stesso tempo ricercato.

Puoi acquistare gli hamburger dal tuo macellaio di fiducia o decidere di prepararli tu, la cosa importante è bilanciare bene la percentuale di tagli magri e grassi della carne, per ottenere la consistenza succosa che ci si aspetta addentando un burger ben preparato.

INGREDIENTI

  • 4 panini (noi abbiamo utilizzato delle ciabatte di grano duro)
  • 4 hamburger
  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • Formaggio morbido di capra o in alternativa mozzarella di bufala
  • 1 cucchiaio di senape
  • 1 cucchiaio di miele Millefiori Biodiversità
  • Olio, sale, pepe.

PROCEDIMENTO

Prepara i peperoni in anticipo, cuocendoli in forno a bassa temperatura (70°C) per circa due ore e mezza.
Poi pelali e marinali con olio, miele, sale e pepe.
Tosta su una piastra liscia o in forno i panini.
Sulla stessa piastra ben calda cuoci i tuoi hamburger: il segreto per ottenere quella piacevole crosticina è rigirarli continuamente senza mai schiacciarli, i succhi della carne resteranno ben sigillati all’interno del tuo burger croccante.
Ora puoi farcire il tuo panino cospargendolo di senape e adagiando sul burger sia il formaggio che avrai scelto di utilizzare, sia i peperoni.
Vuoi renderlo ancora più saporito?
Prima di richiudere il tuo panino lascia cadere sulla farcitura ancora un po’ di miele e una spolverata di paprika affumicata.

Buon appetito!